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Dislessia e didattica inclusiva: arriva il tablet Editouch

di Eleonora Fortunato - Mentre la normativa sui bisogni educativi speciali degli studenti si aggiorna di continuo e resta acceso il dibattito sull’efficacia della tecnologia nella didattica, succede che in alcune scuole primarie romane dalle parole si passi ai fatti: già dallo scorso anno scolastico, infatti, sette istituti della Capitale hanno adottato in via sperimentale EdiTouch, un tablet speciale che sostiene l’apprendimento degli alunni dislessici sostituendosi ai tradizionali strumenti compensativi.

Un tablet che, soprattutto, piace molto ai giovanissimi utenti perché, a differenza di quanto avviene col PC, non è sentito come elemento di distinzione ‘negativa’. Merito dell’ASL Roma D che, in collaborazione con l’Università Roma Tre e con una fondazione privata, ha avviato la sperimentazione dopo l’incontro con l’ideatore di EdiTouch, Marco Iannacone. Lo abbiamo raggiunto a pochi giorni dal workshop internazionale che a Roma, il 26 e il 27 settembre, permetterà alle aziende locali di vari Stati europei, ma anche a tutti gli operatori del mondo dell’istruzione e della formazione, di scambiarsi informazioni su questo progetto così innovativo.

Come funziona EdiTouch? Sostiene i ragazzi in quali fasi del loro apprendimento?

EdiTouch è uno strumento semplice, leggero e a basso costo che aiuta i bambini nelle attività di studio fin dai primi anni di scuola. Grazie al suo dispositivo e all’interfaccia, riesce a creare modalità di lavoro compensative più intuitive e veloci di quanto succede col PC, fornendo gratificazioni e aumentando, così, la motivazione e il successo scolastico.

Come è nato il suo progetto?

EdiTouch è nato “dal basso” come il tentativo di un padre di realizzare uno strumento che potesse aiutare il figlio nell’affrontare le difficoltà che incontrava nello studio. L’incoraggiamento di specialisti e amici mi ha spinto a creare una start-up che potesse sviluppare meglio la mia idea.

Gli insegnanti hanno mostrato interesse verso questo nuovo strumento? E i ragazzi che reazione hanno avuto?

Devo dire che gli insegnanti, dopo i primi momenti di esitazione - motivati soprattutto dal timore (infondato!) di non essere in grado di utilizzare questi strumenti - hanno messo in campo grande impegno ed entusiasmo nell’avviare il progetto. I bambini hanno accettato facilmente il tablet, percependolo come un modo per essere più all’avanguardia: da elemento di differenziazione negativa è diventato elemento positivo e distintivo, un motivo d’orgoglio.

Cosa risponde a chi, occupandosi di ricerca educativa, mette in evidenza i limiti dell’impiego della tecnologia sui banchi?

Il digitale per i dislessici è davvero abilitante, sarebbe stupido non utilizzarlo! Una ricerca americana dell’Harvard-Smithsonian Center ha mostrato recentemente come la tradizionale lettura su dispositivi digitali risulta più semplice ed efficace rispetto a quella su carta per le persone affette da dislessia.

Quali sono i punti deboli di Editouch?

Oltre il 90% di coloro che lo utilizzano si dichiara soddisfatto e  lo consiglierebbe ad altri perché lo ritiene uno strumento educativo efficace.  I punti su cui vorremmo lavorare di più sono l’identificazione e la creazione di programmi per supportare le attività dei ragazzi alle medie e alle superiori.

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