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Gli ITS, i nuovi corsi che dovrebbero assicurare un lavoro

red - In seguito al Concordato di Lisbona del 2000, gli stati membri dell'Unione Europea si sono impegnati in un processo di miglioramento dei propri sistemi di formazione, cercando di seguire un comune intento sulla base dei vari Regolamenti emanati dall'UE. L'idea generale è quella di adattare il sistema scolastico alle nuove esigenze, ma facendo sì che questo permetta agli studenti di acquisire delle competenze e, soprattutto, quella di "imparare ad imparare". In questo modo, il cittadino sarà in grado di porsi in maniera attiva e di costruire nuove competenze, qualora dovesse trovarsi a contatto con delle nuove realtà. 

Negli altri stati dell'UE il percorso universitario non è sempre l'aspirazione scontata dell'allievo che termina il ciclo secondario d'istruzione: sono tanti gli studenti che preferiscono specializzarsi all'interno di scuole professionalizzanti. 

L'Italia ha riarticolato la propria offerta formativa, istituendo i nuovi Istituti Tecnici Superiori (ITS), un'alternativa valida alla spesso inutilizzata laurea, che dovrebbe favorire l'inserimento del mondo del lavoro. Queste scuole, essendo fortemente professionalizzanti e volte alla formazione di personale tecnico con competenze specifiche in aree tecnologiche strategiche, sono molto importanti per lo sviluppo economico del paese e possono essere frequentate dagli studenti senza costi esosi. Infatti, pagando qualche centinaio di essi, gli studenti avranno la possibilità di specializzarsi in 4 semestri (2 anni).

L'elemento che fa la differenza tra la formazione degli IITTSS e la formazione universitaria sta nel differente modo di fare didattica. La didattica universitaria è più ad ampio raggio, volta a formare lo studente alla comprensione del ramo scelto nei suoi aspetti più globali; sarà lo studente a scegliere la successiva specializzazione seguendo dei corsi particolari o dei percorsi di ricerca specialistici, senza curarsi di come spendere queste competenze acquisite nel mondo del lavoro. La didattica in un ITS è invece attenta alle richieste del mondo del lavoro e fortemente orientata verso di esso, in quanto il 50% dei docenti proviene direttamente da aziende di settore e il 30% delle ore è dedicato agli stage in aziende di vario tipo. Il contatto diretto con i professionisti del settore, docenti e personale delle aziende in cui si effettuano gli stage, permette agli studenti di far conoscere le proprie competenze e offre future opportunità di lavoro. 

Il MIUR ha deciso di investire su questi corsi a condizione di registrare, al termine di ciascun biennio, l'occupazione del 90% degli studenti entro un anno dal termine della scuola.

Cliccando sul seguente link è possibile disporre dell'elenco degli Istituti Tecnici Superiori attivi per il 2012-2013: Corsi attivi

Per maggiori approfondimenti far riferimento al link seguente: ITS INDIRE

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