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La figura del diverso nell’immaginario occidentale, un libro di approfondimenti multidisciplinari per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

red - La figura del “diverso” nell'immaginario occidentale di Caterina Brigati fa parte della collana interdisciplinare Attraverso i saperi diretta dal prof. Romano Luperini ed edita dalla casa editrice Palumbo.

I testi di tale collana si propongono di accompagnare gli alunni in approfondimenti multidisciplinari che li aiutino ad elaborare un percorso per l'Esame di Stato e contemporaneamente siano uno stimolo alla riflessione sui temi del presente.

Ogni volume ripercorre la storia di un tema, di una figura o di una categoria che abbia un

significato nel nostro immaginario.

In particolare il libro della prof. Brigati affronta, attraverso brani antologici della letteratura europea dell'Ottocento e del Novecento, il tema della diversità.

Il testo è diviso in cinque capitoli autonomi:

  • il diverso come minaccia;
  • la condizione di esclusione di un popolo: gli Ebrei;
  • l'ottica straniata del diverso;
  • l'emarginazione sociale del diverso;
  • la diversità sessuale: l'omoerotismo.

Quattro tipi di schede ampliano il discorso:

  • gli IL, cioè gli itinerari linguistici, illustrano etimologia e significato di alcuni termini chiave;
  • le SI, cioè le schede e informazioni, approfondiscono alcuni aspetti specifici di un tema;
  • gli MD, cioè i materiali e documenti, allegano brevi passi per lo più di carattere non letterario;
  • i PAP, cioè passato e presente, oltrepassano i limiti cronologici del paragrafo, sia richiamando problemi del passato sia attualizzando.

La lettura de La figura del “diverso” nell'immaginario occidentale è consigliata perché non solo si propone di accompagnare lo studente in un percorso di conoscenza, ma vuole spingerlo a riflettere sull'atteggiamento pregiudiziale che assumiamo nei confronti della diversità.

Ancora oggi, nel crogiuolo di etnie e culture che caratterizza la società globale postmoderna, il diverso è percepito come minaccia, come il capro espiatorio su cui catalizzare l'aggregazione di una società priva di altri ideali condivisi.

Il testo si propone di decostruire gli stereotipi e i giudizi negativi che secoli di discriminazioni, se non di persecuzioni, hanno sedimentato.

Solo così si potrà superare la paura sociale verso la difformità e guardare all'altro con un atteggiamento di confronto che veda nella diversità una possibilità di arricchimento personale e sociale.

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