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In linea il Calendario 2017 dei Rudi Mathematici

Rudi Mathematici - Beh, non è proprio il caso di lasciarselo sfuggire: è il calendario di un anno numero primo, erano sei anni che non se ne vedeva uno; e ci vorrà un decennio intero, prima che ne capiti un altro. D’accordo, d’accordo: stiamo menando il can per l’aia: fossimo persone serie, dovremmo spendere qualche parola sui di versi aleph di ritardo che stiamo collezionando. Tanto per cominciare, è tradizione consolidata che ci siano tredici newsletter all’anno, per Rudi Mathematici: una per ognuna delle dodici uscite mensili, più la tredicesima per il calendario. Invece il 2016 s’è dileguato con solo dodici missive, perché questa numero 13 del 2016 si è trasformata nel numero 1 del 2017. Cosa che renderà il 2017 l’unico anno con quattordici newsletter, a meno che il ritardo non si consolidi al punto tale da tracimare nel 2018. Ma, diamine, stiamo correndo troppo.

“Stiamo correndo troppo”, abbiamo appena detto, e lo abbiamo fatto mentre parlavamo di ritardi. C’è un’evidente contraddizione in termini; del resto, di contraddizioni in termini è pieno il mondo, e perfino la nostra amatissima lingua: avete mai notato che in italiano, per chiedere di essere perdonati, si usa l’imperativo: “Scusa!”, diciamo ad ogni piè sospinto. Nel momento in cui dovremmo essere più umili, non troviamo di meglio che piazzare il tempo verbale più arrogante. Quindi, di che stupirsi che oggi, all’alba del 6 gennaio, riusciamo a malapena a spedire per l’aere il Calendario (che doveva uscire almeno un paio di settimane fa) e tacciamo fischiettando sull’uscita di RM216, che doveva già essere stato distribuito, e invece… invece nisba, niente ancora. Dovremmo usare un sacco di imperativi, qui, ma non vogliamo essere arroganti.

E poi, insomma, via… la distribuzione del calendario è sempre un momento di festa, no? E tutto sommato, l’idea di mandarlo in giro il giorno della Befana non è poi malaccio. In fondo, il calendario  è anche l’unico regalo che RM fa ai suoi lettori, perché nel costo dell’abbonamento annuale alla e-zine sono compresi solo dodici numeri, senza gadget (e il fatto che l’abbonamento annuale a RM costi zero euro l’anno dal 1999 è un fatto meramente accessorio).

Sono così tanti anni che pubblichiamo il Calendario, che potrebbe essere il caso ricordarne le caratteristiche. Ad esempio, che in copertina c’è una bella equazione di terzo grado, che rivelerà la sua ragione d’essere solo se vi prenderete la briga di risolverla; il resto della copertina contiene delle vignette di natura matematica che abbiamo spudoratamente saccheggiato in giro. I dodici fogli dei mesi, invece, riportano, com’è d’uopo per ogni calendario che si rispetti, l’elenco dei giorni del mese; e i lettori più attenti noteranno che sono segnate anche le settimane. A fianco di ogni giorno abbiamo riportato i nostri personalissimi santi protettori, con relativo anno di nascita: non è certo il caso di specificare che ogni personaggio figura nella casella del suo proprio giorno di nascita. Così, se aveste mai bisogno d’un protettore laico e scientifico in una data giornata, saprete bene a chi innalzare le vostre invocazioni. Ah, può anche darsi che, a fianco di qualche nome, troviate una scritta tio RMxyz: significa solo che nel numero xyz di RM il “compleanno”, l’articolo di apertura della rivista, era dedicato proprio a quel tizio lì. (Oh, non mettetevi subito a contestare che a Febbraio compare il giorno 29, pur essendo il 2017 tutt’altro che bisestile: se ci fate caso, vedrete bene che vicino al 28 c’è la M di martedì e accanto al 1° Marzo c’è la M di mercoledì, mentre il povero 29 non ha a fianco lettera veruna. Lo teniamo per non farlo sentire solo e negletto, e per salvaguardare gli eroici matematici nati in quel giorno).

Naturaliter, la parte più divertente è comunque quella a destra: In quella colonna fitta di chiacchiere trovate dei problemi, che lo sappiamo che non ne avete mai abbastanza; alcuni seri e impegnativi (quelli del Putnam, ad esempio), altri ovviamente scherzosi, accompagnati anche talvolta da spudorate stupidaggini. Più sotto, poi, una bella sfilza di citazioni di personaggi famosi: e sì, certo, si tratta di personaggi nati proprio in quel mese lì.   

E con ciò, non resta che trovare le parole giuste per chiudere questa tardiva newsletter, e augurarvi un buon 2017. Il fatto è che di auguri di buon anno ne avrete già ricevuti a bizzeffe, e coniugati in tutte le forme possibili; non è facile farne di originali, specialmente se accompagnano (in ritardo) un regalino che è lo stesso da quasi diciott’anni. Ci limiteremo a ricordare allora che l’inizio e la fine del conteggio delle orbite del pianeta attorno alla nostra stellina di riferimento sono solo convenzioni; è convenzionale contare gli anni da un certo giorno, e in una certa maniera, per quanto abituale possa essere; ed è convenzionale perfino dargli un peso anagrafico, significativo, come se fosse reale. Il nostro conteggio del tempo è immaginario, ma non lo è affatto ciò che ci rende allegri o tristi, disperati o felici. 

Quindi, per favore, assecondate o scardinate le convenzioni, seguitele o rivoluzionatele, come meglio vi pare: ma fate di tutto per essere felici, in quest’anno e in ogni incommensurabile istante o eone della vostra vita. 

Alice, Rudy, Piotr 

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