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Rai Teche: on line tutto l'Approdo Letterario per appassionati, ricercatori e studenti

Ufficio Stampa RAI Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale/e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino”: sono tra i più noti versi del premio Nobel per la Letteratura Eugenio Montale, tratti dalla seconda serie della raccolta Xenia.

Versi che hanno un posto anche nella storia della Rai, perché le quattordici poesie di Xenia II furono pubblicate, per la prima volta nella loro completezza, da L’Approdo Letterario, il trimestrale uscito dal 1952 al 1977 - inizialmente come versione stampata dell’omonima trasmissione radiofonica - e dedicato alla letteratura italiana e straniera, ma anche alla storia, alle arti figurative, al teatro e al cinema. Con firme prestigiose: Riccardo Bacchelli, Emilio Cecchi, Giuseppe De Robertis, Giuseppe Ungaretti, Diego Valeri, Alberto Moravia, Gianfranco Contini, Carlo Bo, Mario Luzi e Goffredo Petrassi.

Un pezzo di storia della cultura italiana che le Teche Rai mettono a disposizione di appassionati, studenti, ricercatori e pubblico – integralmente e gratuitamente - al sito www.approdoletterario.teche.rai.it.

Il sito ripropone tutti i numeri della rivista: saggi, poesie, interviste, rassegne letterarie italiane e straniere. Tra i saggi che si possono nuovamente “sfogliare”, quelli su Carlo Carrà, di Roberto Longhi e Alfonso Gatto sul n.34 del 1966 o gli articoli per la morte di Giacomo Debenedetti sul n.39 nel 1967, senza dimenticare i numeri con inediti di Ungaretti e brani della sua traduzione, o la pubblicazione di Xenia di Montale sul n.42 del 1968. Nel ‘63 venne, inoltre, dedicato un numero intero a Manzoni e – nel ‘72 – a Ungaretti.

“Si tratta – dice Barbara Scaramucci, direttore delle Teche Rai - di una rivista che per il mondo culturale italiano ha avuto un peso fondamentale soprattutto nei primi difficili anni dopo la guerra e il regime fascista. Ad essa sono legate la trasmissione radiofonica, destinata a consegnare alla storia le voci dei più grandi letterati del Novecento, e la rubrica televisiva, già proiettata negli anni del boom economico. Aver messo a disposizione del pubblico questa rarità rappresenta un contributo importante che la Rai offre ancora una volta alla cultura e alla memoria del nostro paese, svolgendo il suo ruolo di servizio pubblico anche attraverso il web”. Il sito dell’Approdo Letterario, come quello sulla raccolta storica del “Radiocorriere”, è raggiungibile anche dal portale istituzionale www.teche.rai.it

L’Approdo nacque come versione stampata della trasmissione Rai iniziata nel 1945 sotto la direzione di Adriano Seroni, Giovanni Battista Angioletti e Leone Piccioni, che fu l’artefice del passaggio alla tv, con la conduzione di Edmonda Aldini e Giancarlo Sbragia. Il periodico (stampato da Eri a Torino, con direzione a Roma e redazione a Firenze) fu diretto da Angioletti e, alla sua morte, nel 1961, da Betocchi. Si interruppe tra il 1955 e il 1958, passando poi dalla testata L’Approdo a L’Approdo Letterario. La rivista “registrava”, tra l’altro, gli interventi radiofonici di rubriche culturali come “L'Approdo”, “Pagina aperta”, “Club d’ascolto” ed era divisa in tre parti: una dedicata alla saggistica, una alle interviste, e una alla rassegna letteraria italiana, francese, tedesca, ispanoamericana, alla storia, alla cultura, al teatro, al cinema e alle recensioni.

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