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Una presentazione sui BES e le direttive di riferimento

red – A causa delle nuove normative introdotte in materia di Bisogni Educativi Speciali, a volte così veloci da non dare tempo ai docenti di venirne a conoscenza e di mettersi al passo, sarebbe necessaria un’opportuna formazione in materia. Benché tale formazione sia contemplata, ancora oggi non è stata totalmente attuata e non ha permesso a tutti i docenti di potersi aggiornare adeguatamente.

Risorse video degli incontri di formazioni sui Bisogni Educativi Speciali tenuti dal prof. Medeghini

red - Per iniziativa del Centro Territoriale per l’Inclusione del Distretto 47 della provincia di Mantova si è tenuto nell’ottobre 2013 un ciclo d’incontri col prof. Roberto Medeghini sui Bisogni Educativi Speciali. Lezione introduttiva. Tutti i filmati sono di Alessandro Muratori su invito dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Mantova e vengono rilasciati sotto licenza Creative Commons con attribuzione. 

Prima parte

Quale ruolo per un eventuale docente a supporto degli studenti con bisogni educativi speciali?

red – Dalla normativa di riferimento per i BES si evince chiaramente che deve essere l’intero consiglio di classe a farsi carico degli studenti con bisogni educativi speciali, anche se i componenti di quest’organo collegiale non hanno le specifiche competenze per  trattare determinate situazioni che, a volte, possono essere molto complesse e possono spiazzare qualsiasi insegnante.

Modello regionale di Piano Didattico Personalizzato (PDP) e avvio di una fase di ricerca-formazione sull’utilizzo dello strumento

USR per il Piemonte - L’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, in collaborazione con un gruppo di docenti del Territorio, ha elaborato un modello di Piano Didattico Personalizzato (PDP) per gli allievi con Bisogni Educativi Speciali (BES).

Bisogni Educativi Speciali. Approfondimenti in ordine alla redazione del piano annuale per l’inclusività nell’ottica della personalizzazione dell’apprendimento.

Erasmo Modica – L’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna ha emanato, in data 21 agosto 2013, un documento volto a chiarire diversi punti sui Bisogni Educativi Speciali e che si configura come utile strumento per la formazione dei docenti.

I BES, clamoroso insuccesso o opportunità?

Anna Pia Marsico & Fabio Biscaro - Chi sono i ragazzi con Bisogni Educativi Speciali? Nella direttiva del 27 Dicembre 2012 si legge: “In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua”e si deduce che “l’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit”.

Bisogni educativi speciali e piano annuale per l'inclusività

Di Gianfranco Palmariggi - Secondo le recentissime Circolari e Direttive Ministeriali ogni singola scuola, entro il mese di giugno, dovrà redigere un Piano Annuale per L’Inclusione.

A redigerlo dovrà essere un gruppo di lavoro che assume la denominazione di Gruppo di lavoro per l’inclusione (in sigla GLI) e svolge le seguenti funzioni:

I Bisogni Educativi Speciali, cosa sono e quali azioni intraprendere alla luce della direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012

red - Il 27 Dicembre 2012 è stata emanata dal MIUR la direttiva “Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. 

L’esigenza delle precisazioni contenute in tale circolare sono conseguenza del fatto che la legge 170/2010, contenente le “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, riconosce come disturbi specifici di apprendimento (DSA) su cui porre l’attenzione solamente la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia, mentre il panorama dei disturbi che possono comportare dei notevoli disagi negli alunni è molto più ampio.

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