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In che modo la motivazione influisce sul rendimento degli allievi?

Motivazione

red - La motivazione all’apprendimento influisce notevolmente sul rendimento degli allievi in ambito scolastico. Uno degli obiettivi principali dei metodi educativi e didattici dovrebbe essere quello di promuovere e sviluppare la motivazione nei ragazzi, in modo da incoraggiarne l’apprendimento.

Ognuno di noi avverte l’innata sensazione di  sentirsi in grado di svolgere bene le attività che ci vengono assegnate e dunque anche gli alunni necessitano di una sorta di senso di utilità per riuscire nei propri compiti. Questo genere di motivazione è stata classificata da uno studio di Susan Harter come motivazione di effectance e deriva appunto dalla volontà di sentirsi adeguati nel momento in cui si deve risolvere una questione. Se una persona viene aiutata e, ancor più, sostenuta ad acquisire padronanza nelle proprie azioni, svilupperà di sicuro un approccio positivo sia nelle difficoltà, sia nell’apprendere successive informazioni. Di contro, se queste naturali inclinazioni all’acquisizione di nuove conoscenze vengono scoraggiate, si ha la reazione opposta, ossia quella di evitare ogni tipo di approccio all’apprendimento.

Insieme alla teoria di effectance va spiegata anche la percezione di competenza che, però, non appartiene a una sfera innata ma viene sviluppata in maniera diversa in base agli individui e dipende dalle esperienze pregresse, nonché dal modo in cui queste vengono diversamente assimilate.

Risulta immediata l’applicazione di questi studi  al sistema di apprendimento in ambito scolastico: l’allievo poco motivato o addirittura demotivato ne risente sia in termini di rendimento sia dal punto di vista dell’autostima.  Da cosa dipende dunque la percentuale di impegno, o grado di motivazione, che uno studente è disposto a investire nell’apprendimento? Secondo uno studio del 1989, da parte di Brehm e Self, sono tre i fattori di cui tener conto: gli stati interni (ad esempio le necessità o i sogni), i possibili esiti e la previsione della possibilità che una determinata condotta porterà a un esito specifico. Si tratta, perciò, di una motivazione psicologica e anche fisiologica.

A causa di tutti queste annessi non è certo facile operare in un contesto come una classe scolastica, all’interno della quale l’insegnante si trova contemporaneamente a contatto con situazioni estremamente differenti tra loro. Un punto di incontro potrebbe essere la creazione da parte di chi opera nella scuola di un ambiente di apprendimento in cui si elogi la sensazione di controllo da parte degli allievi in base a quello che è il proprio percorso di formazione. Se si attua questo tipo di insegnamento, l’allievo è maggiormente invogliato ad apprendere e, anzi, si sente parte attiva di questo processo. La prova tangibile di queste teorie la si può riscontrare proprio con i soggetti che hanno più difficoltà e lacune nell’apprendimento: nel sentirsi apprezzati e incoraggiati dal docente sentono nei suoi confronti una sorta di riconoscenza e nasce spontaneo il bisogno di ripagare in qualche modo la fiducia che hanno ricevuto.

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