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Impari. Il social learning costruito dai docenti con gli studenti

Luciano Pes - IMPARI in lingua sarda significa INSIEME, mentre in italiano il termine esprime un'azione legata al presente indicativo del verbo imparare. La scelta del nome è voluta perché la piattaforma Impari sposta il baricentro della scuola e del lavoro in classe sull'apprendimento, inteso come momento di condivisione delle esperienze, dei materiali didattici, che ha nello spirito di collaborazione fra studenti e fra docenti, la sua direttrice principale.

Class Messenger: un servizio del web che unisce insegnanti, studenti e genitori

red - Class Messenger è un nuovo strumento digitale potente che permette agli insegnanti di comunicare con i genitori tramite apposita app, testo, e-mail o mediante il sito web dedicato, grazie all'uso di un unico ambiente riservato gestito dal docente. 

La missione della Class Messenger è quella assicurare una comunicazione efficace e veloce,

Google Classroom, la piattaforma che integra i servizi di Google per una gestione ottimale della didattica

Erasmo Modica - Il colosso Google ha pensato di creare un nuovo servizio per agevolare il lavoro degli insegnanti delle scuole, grazie alla diffusione di una risorsa per la gestione della didattica on line e che potenzia il già affermato Google Apps for Education.

Classroom è, appunto, il nuovo servizio che permetterà ai docenti delle scuole

Una mappa visuale rappresenta le nove competenze che gli alunni dovrebbero possedere

red - Si parla tanto oggi di competenze richieste agli studenti al fine di inserirsi nella maniera più agevole nel mondo del lavoro e che permettano di effettuare le dovute selezioni in un mondo intriso di informazioni non sempre adeguate. 

La mappa visuale proposta su Edutopia mette in luce l'essenza di queste competenze, evidenziando le aree su cui gli studenti devono concentrarsi per raggiungerle al meglio e saperle utilizzare nella loro vita quotidiana e nel loro futuro

Quali domande bisogna porsi prima di pensare a una didattica capovolta?

red - Leggendo in rete, a primo impatto, molti possono pensare che capovolgere l'insegnamento sia un gioco da ragazzi e realizzabile in pochissime batture. In realtà,  è richiesto un lavoro di programmazione pensata e di ricerca/creazione di materiali ad hoc per attivare dei segmenti curricolari in modalità flipped.

Gli smartphone saranno in grado di eliminare il digital divide?

red - Ormai tantissime scuole si stanno attrezzando affinché le proprie aule diventino tutte tecnologicamente avanzate, con super LIM e notebook di gestione delle risorse. Ma questo è sufficiente se non supportato da un'adeguata formazione dei docenti? Basterà questo per annullare il digital divide tra docenti (digital immigrants) e studenti (digital natives)?

Cinque modi per utilizzare in modo proficuo gli smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado.

redMolti insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado, anche se attratti dalle nuove tecnologie e anche se convinti che queste possano realmente aiutare gli studenti, restano smarriti di fronta a come poterle utilizzare nelle proprie attività didattiche.

Sul fraintendimento della didattica digitale e dei Mooc

Sebastiano Cuffari - In un suo articolo Tullio De Mauro ha discusso delle recenti critiche ai Mooc. In particolare la critica che mi ha colpito è una, ovvero i Mooc sarebbero difficili e perciò selettivi. Cito questo passaggio perché mi sembra l'emblema di un generale fraintendimento della didattica ai tempi della rete.

Mooc, flipped classroom, digitalizzazione diffusa, l'uso di sistemi multimediali per poter parlare ai diversi stili cognitivi:

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