Tu sei qui

Gli effetti dell'anticipo dei test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato sulla didattica

test università

Erasmo Modica - Abbiamo letto più e più volte dell'anticipo al mese di aprile dei test di ingresso ai corsi di laurea a numero programmato. Nella fattispecie, ricordiamo che le date, suddivise per corsi di laurea, sono le seguenti:

- Medicina e Chirurgia - Odontoiatria e Protesi Dentaria (lingua italiana), 8 aprile 2014 
- Medicina Veterinaria, 9 aprile 2014 
- Architettura, 10 aprile 2014 
- Medicina e Chirurgia (lingua inglese), 29 aprile 2014 
- Professioni sanitarie, 3 settembre 2014  

Com'è possibile notare, già dalla prossima settimana si apriranno le danze dei test, che coinvolgeranno circa 90.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grando e che, quindi, frequentano l'ultimo anno di corso. Tutto ciò ha comportato un reale disagio per gli studenti e per i docenti? 

Qualcuno, giustamente, potrebbe affermare che il percorso d'istruzione secondaria superiore debba essere in grado di fornire gli utili strumenti per affrontare in maniera serena i test, ma è possibile affermare consapevolmente che le conoscenze richieste nei test vanno ben oltre. Da non dimenticare infatti che, pochissimi anni fa, i quesiti di una disciplina hanno messo fortemente in crisi anche tutti quegli studenti che hanno avuto la possibilità economica di frequentare i costosissimi corsi di preparazione attivati su tutto il territorio nazionale e che dedicano tantissime ore alla formazione specifica, tentando di colmare quelle lacune contenutistiche.

In verità, i docenti si trovano di certo spiazzati e non è semplice fronteggiare il problema che si è presentato per la prima volta quest'anno. Infatti, quale docente può pensare mai di ostacolare la volontà degli studenti di pensare al loro futuro, costringendoli a dedicarsi intensamente alle attività didattiche in vista degli esami di stato? 

Duplice potrebbe essere l'effetto: da un lato trascurare le attività del V anno potrebbe pregiudicare l'andamento dell'Esame di Stato di giugno, ma dall'altro se non ci si concentra per superare il test di ammissione allora dopo l'Esame di Stato lo studente cosa farà? Si troverà costretto a cambiare facoltà, con conseguenze importanti sulle sue scelte future.

Di fatto i docenti si ritrovano in classe alunni molto stanchi, perché di pomeriggio si preparano autonomamente o si fanno preparare privatamente per affrontare al meglio i test e hanno le teste piene di tante e tante informazioni che, se intese come arricchimento della cultura personale, di certo possono essere utili per un futuro più o meno prossimo.

Tale stanchezza, inevitabilmente, si riflette sul rendimento scolastico, in un momento terminale dell'anno in cui bisogna consolidare determinate competenze alla luce della conclusione del proprio percorso scolastico. Inoltre, gli studenti non si sentono "capiti" dai docenti, i quali sono comunque costretti a portare avanti le attività didattiche per tutti quei ragazzi che non sono coinvolti nei test. 

E' impensabile uno stop della didattica, perché potrebbe comportare delle conseguenze notevoli sull'esito degli esami, soprattutto in relazione alle discipline oggetto di prova scritta.

Forse può essere utile un momento di riflessione comune e di comprensione per le difficoltà di questi studenti, che non si può ridurre a una semplicistica riprogrammazione delle date delle eventuali verifiche scritte!

rss facebook twitter google+

Categorie news