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I reati commessi attraverso i social network. Modulo di formazione per gli studenti

USR Lombardia - Nell’ambito del Piano annuale delle attività dell’educazione alla Legalità dell’USR Lombardia si rende noto il modulo di formazione, a cura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, rivolta agli studenti delle scuola secondarie di secondo grado dal titolo “I reati commessi attraverso i social network”.

Il progetto si propone di fornire agli studenti un inquadramento di base dei principali rischi di commettere e/o subire reati che corrono utilizzando i social network.

Il modulo, per un massimo di 50 studenti, si svolgerà lunedì 26 febbraio 2018, dalle 9.30 alle 13.30, presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Cripta Aula Magna.

Le adesioni devono pervenire entro il 22 febbraio 2018 al seguente indirizzo mail, specificando nome/cognome, istituto di appartenenza, CPL, e recapiti per eventuali contatti: [email protected]

Sarà cura dell’Università cattolica del Sacro Cuore confermare l’iscrizione. 

PROGETTO DI SENSIBILIZZAZIONE AL TEMA:
I REATI COMMESSI ATTRAVERSO I SOCIAL NETWORK

Background

L’evoluzione tecnologica e informatica e la diffusione dei social network hanno notevolmente aumentato il rischio di rendersi autori e di divenire vittime, talvolta inconsciamente, di fatti penalmente rilevanti. La “barriera” offerta dal monitor del computer o dallo schermo dello smartphone, attraverso l’apparente garanzia dell’anonimato, produce un effetto di deresponsabilizzazione che, a sua volta, può favorire comportamenti illeciti.

Tra i reati più frequentemente commessi attraverso i social network vale la pena di menzionare la sostituzione di persona di cui all’art. 494 c.p. (si pensi alla creazione di account falsi che riportino un nominativo altrui); la diffamazione di cui all’art. 595 c.p.; la pedopornografia di cui all’art. 600-ter c.p. e lo stalking di cui all’art. 612-bis c.p.

I social network, inoltre, costituiscono oggi uno strumento privilegiato per attuare comportamenti inquadrabili nel concetto di “bullismo”, al punto che è stato coniato il termine “cyberbullismo” per indicare il susseguirsi di azioni offensive ripetute e frequenti, tenute intenzionalmente, attraverso l’immissione in rete e/o la pubblicazione sui social network di frasi, fotografie o video, da uno o più soggetti minorenni nei confronti di un altro o di un altro soggetto minorenne che si trovi in una condizione di inferiorità e che costituiscano per quest’ultimo fonte di disagio o danno. Nei casi più gravi, tali condotte possono portare la vittima a comportamenti autolesionistici o al suicidio. Al fine di arginare il fenomeno e promuoverne la prevenzione attraverso un’opera di sensibilizzazione culturale è stata adottata una legge ad hoc, la numero 71 del 2017.

Altro fenomeno allarmante è costituito dal cd. sexting, ossia l’invio da parte di minorenni di messaggi istantanei (soprattutto tramite smartphone) dai contenuti sessualmente espliciti. Applicazioni come Snapchat, sistema di messaggeria istantanea che consente a chi invia una fotografia di decidere che la fotografia stessa “scompaia” dopo pochi secondi, hanno notevolmente incrementato tale prassi.

Proposta di progetto

Il progetto mira a fornire agli studenti un inquadramento di base dei principali rischi di commettere e/o subire reati che corrono utilizzando i social network, sensibilizzandoli all’importanza della privacy, intesa come cura dei propri dati personali che, una volta immessi in rete, circoleranno e di cui rimarrà sempre traccia (anche qualora venissero cancellati).

A una prima parte di lezione, in cui verranno brevemente passate in rassegna la fenomenologia e la disciplina dei principali reati commessi attraverso i social network da parte o in danno di minori, seguirà l’esposizione di un caso pratico, relativo a un presunto fatto di diffamazione posto di mediante social network da un minore. I ragazzi verranno quindi divisi in due gruppi. Il primo gruppo, che impersonerà l’accusa dovrà, 

anche grazie al materiale che verrà fornito, elaborare una requisitoria, ossia una relazione accusatoria; il secondo gruppo, nei panni della difesa dell’imputato, redigerà l’arringa difensiva. Al termine del lavoro, verrà inscenato un processo simulato in cui i due gruppi esporranno le rispettive argomentazioni. Il tutto si concluderà con la sentenza e con alcune considerazioni conclusive e di riepilogo sul tema.

L’attività sarà realizzata attraverso un modulo formativo di mezza giornata, della durata di 4 ore, in sessione antimeridiana (9.30-13.30) e si svolgerà presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Cripta Aula Magna, lunedì 26 febbraio 2018. 

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