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L’approccio CLIL e le intelligenze multiple: un mutuo soccorso

Antonella Motta - Se è vero che siamo letteralmente circondati da fonti di immagini audiovisive, risulta ampiamente attuale e stimolante il fatto di somministrare in classe documenti tratti da esse: ecco il cavallo di battaglia della metodologia CLIL.

Tale concetto è ben  racchiuso nel commento rilasciato da Jorge Diaz Cintaz nel terzo capitolo de La traduction audiovisuelle : <<La valeur de l’image a […] pris une importance capitale dans notre vie quotidienne et nous sommes littéralement entourés par des écrans de toutes formes et de toutes tailles>>[1], (letteralmente: il valore dell’immagine è d’importanza essenziale nella nostra quotidianità, essendo praticamente circondati da schermi di ogni sorta).

Appare chiaro che l’autenticità del materiale, offrendo dettagli in quantità, ci aiuta generando in noi la capacità di anticipare e comprendere il senso del messaggio, grazie al contesto. L'uso di materiali che sono nati con scopo non didattico, tipo articoli di giornale, biglietti ferroviari, film, pubblicità, video musicali e così via si prestano a tal fine. In base a numerose indagini condotte sul campo, infatti, risulta accreditabile l’ipotesi secondo cui vi è una maggiore sensibilità rispetto a stimoli di diversa natura per via delle intelligenze che ci caratterizzano.

La capacità di interiorizzare un concetto, infatti, risulta esponenzialmente stimolata dalla somministrazione di stimoli che simultaneamente interessano più centri sensoriali.

Howard Gardner, psicologo statunitense, ha acquisito celebrità nella comunità scientifica grazie alla sua notissima teoria sulle “intelligenze multiple”. La sua proposta consiste nel considerare priva di fondamento la vecchia concezione di intelligenza come un fattore unitario misurabile tramite il Quoziente d'intelligenza (Q.I.), e sostituirla con una definizione più dinamica, articolata in sottofattori differenziati[2].

Grazie ad una serie di ricerche empiriche e di letteratura su soggetti affetti da lesioni di interesse neuropsicologico, Gardner ha identificato almeno sette tipologie differenziate di "intelligenza", ognuna deputata a differenti settori dell'attività umana: logico-matematica, linguistica, spaziale, musicale,  cinestetica o procedurale, interpersonale e intrapersonale.

A queste, nel corso degli anni '90, ha proposto l'aggiunta di altri due tipi di intelligenza: quella naturalistica, relativa al riconoscimento e la classificazione di oggetti naturali e quella esistenziale, che riguarderebbe la capacità di riflettere sulle questioni fondamentali concernenti l'esistenza e, più in generale, nell'attitudine al ragionamento astratto per categorie concettuali universali. Oggi potremmo aggiungere l’intelligenza tecnologica, quella dei cosiddetti “nativi digitali” che, già a partire dall’anno di età, si manifesta nella naturale intuizione che il bambino mostra rispetto alla predisposizione manuale registrata a contatto con strumenti tecnologicamente più evoluti.

 La causa della trasformazione cerebrale anche a livello biologico, non solo culturale, è molto correlata alla estrema plasticità neurale del nostro sistema nervoso, in particolare nelle prime fasi della vita, ma che perdura  nell’arco di durata di tutta la vita (una scoperta degli ultimi 15 anni degli scienziati della Jao Tong Medical School di Shanghai[3]).

Detto ciò, capiamo meglio l’esigenza di determinare l’intervento più adeguato anche e, soprattutto, in funzione dell’intelligenza su cui vogliamo far leva. Le tre fasi gestaltiche dell’acquisizione (globalità, analisi e sintesi) coincidono con le fasi pregnanti dell’intervento CLIL; si parte, infatti, dal messaggio globale offerto da un documento originale (spezzone di film, canzone, cartolina) per poi analizzarne la struttura e riprodurne le fattezze attraverso un task spesso  multimediale (presentazione powerpoint, role-playing). Tale procedimento rispetta questa plasticità cerebrale che ormai ci caratterizza.

"A scuola di CLIL", un manuale gratuito da scaricare


[1] J. Diaz Cintas, Pour une classification des sous-titres à l'époque du numérique, in Lavaur, Serban, La traduction audiovisuelle. Approche interdisciplinaire du sous-titrage, De Boeck Université, Brussels, 2008,  pp. 27- 41.

[2] H. E. Gadner, Frames of Mind. The theory of multiple intelligences, Basic Books, New York, 1983.

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