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REGOLIAMOCI! Un concorso sul valore del fare memoria nella vita di ciascuno

Libera -  Libera propone, insieme al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, la dodicesima edizione del percorso-concorso “Regoliamoci!”, con l'obiettivo di far riflettere gli studenti di diverse età sul valore del fare memoria nella vita di ciascuno. Quest’anno infatti, con il nuovo bando di concorso, abbiamo sentito l’esigenza di saldare questo oggetto di lavoro al nostro impegno quotidiano che come associazione portiamo avanti tutto l’anno e riguarda l’esercizio di memoria, non ancorato esclusivamente al “dovere del ricordare” in un’accezione commemorativa, ma vuole essere un atto di costante consapevolezza che conduca ad un impegno politico nelle nostre quotidianità.

Obiettivo del concorso, infatti, sarà quello di ragionare sul come fare memoria attiva, a partire dai nostri territori. Il nostro Paese è attraversato 365 giorni l’anno da tante commemorazioni alcune più conosciute altre che si inseriscono nella memoria collettiva più recente perché legate a tragici eventi: è questo il caso della giornata del 3 ottobre, che dal marzo 2016 è stata approvata in via definitiva come “Giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione”. La scelta del 3 ottobre nasce dall’esigenza di preservare il ricordo del naufragio avvenuto al largo di Lampedusa proprio il 3 ottobre 2013, nel quale morirono 366 migranti. Ancora, per l’associazione Libera, una data importante come quella del 21 marzo è diventata la Giornata nazionale in memoria delle vittime1 di tutte le mafie. Il 21 marzo, una scelta volutamente simbolica associata al primo giorno di primavera, è il momento della rinascita, la rinascita delle storie di tutte le vittime innocenti delle mafie che grazie all’impegno dei loro familiari e della società civile riacquistano nuova forza.

A futura...Memoria!

“La memoria non è fatta solo di giuramenti, parole e lapidi, è fatta di gesti che si ripetono ogni mattino del mondo. E il mondo che vogliamo noi va salvato ogni giorno, nutrito, tenuto vivo”

cit. Stefano Benni

La Camera dei deputati ha definitivamente approvato il 1° marzo 2017 la proposta di legge AC 3683, che istituisce il giorno 21 marzo quale Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Tratto dal Libro Saltatempo, Feltrinelli, 2001 (Mi)

Introduzione al bando

Oggi, più che mai, si avverte l’esigenza del fare memoria, per riappropriarsi della nostra Storia, intesa come vissuto privato ma anche come percorso collettivo. Ripercorrere la Storia attraverso i ricordi personali significa dare sostanza a quello che viviamo nel presente. Spesso questo passaggio fondamentale non viene messo in evidenza, con il rischio di lasciare al tema della memoria una dimensione ritualistica che non entra in contatto con la vita e i contesti che le persone abitano. Come ci ricorda Calvino nelle sue Città invisibili quando parla della città di Zaira: “Inutilmente, magnanimo Kublai, tenterò di descriverti la città di Zaira dagli alti bastioni. Potrei dirti di quanti gradini sono fatte le vie a scale, di che sesto gli archi dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che sarebbe come dirti nulla. Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato.” Sono i territori e le relazioni fra le persone che costituiscono i solchi di memoria.

E allora, è proprio a partire da tali premesse che il bando è stato aperto a questa tematica.

La dimensione della memoria è fortemente connessa a quella di futuro, perché desideri e attese di cambiamento si alimentano del passato di ciò che è stato e di quello che ci attendiamo.

Diventa importante in questo senso aprire una finestra al grande lavoro che l’Associazione Libera sta portando avanti proprio sul ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie e sull’accompagnamento costante a tutti i familiari che hanno perso in maniera così violenta i propri cari. È un elenco tristemente lungo quello delle persone morte per mano mafiosa, che aiuta a indicarci quanto ancora bisogna fare. A partire da fine ‘800 si contano più di novecento persone innocenti che hanno perso la vita. Più di duecento sono bambini e donne e purtroppo sono ancora tante le storie di cui non conosciamo nemmeno l’identità e tante altre ancora, più del settanta per cento, sono quelle senza verità e giustizia.

Ci dice tanto, quell’elenco: ad esempio che ogni storia non conosce disparità di sesso, età ed estrazione sociale, perché le mafie operano in maniera trasversale e violenta, mettendo in discussione la libertà dei cittadini.

Dunque è per questo motivo che la memoria non può essere ancorata solo alla dimensione del passato, ma necessita di un costante rinnovo da parte della cittadinanza.

A ricordarci costantemente quale dev’essere la direzione e il ruolo di cittadino attivo e consapevole ci sono proprio i familiari di coloro che hanno perso la vita in queste circostanze.

La memoria, infatti, diventa ancora più forte e viva se accompagnata da testimonianze autentiche che la rinnovino sempre. Attraverso la testimonianza compiamo una forte azione educativa, che aiuta a riconnettere la sfera emotiva con quella cognitiva. Perché si ascolta sia con le emozioni e i sentimenti che quella storia ci rievoca, ma anche con la parte più razionale che ci pone delle domande sul perché alcuni fatti si sono verificati e quale impatto possono avere nella vita di tutti i giorni. Ed è proprio nelle fasi dell’ascolto, della ricerca delle fonti siano esse testimonianze orali o documenti scritti, e infine nell’elaborazione individuale e collettiva che la memoria diventa impegno politico.

Per queste ragioni Libera e il MIUR propongono un percorso-concorso articolato su tre livelli differenti, accomunati dalla ricerca e dalla riflessione sul tema del fare memoria e di come questo esercizio non riguardi esclusivamente il ricordo del passato ma indica la direzione per costruire cambiamento.

Il percorso-concorso si rivolge agli studenti di ogni ordine e grado, divisi in tre categorie: scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado.

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