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Rudi Mathematici, in linea il numero 231 della rivista dedicata alla matematica

Rudi Mathematici - E anche stavolta siamo in ritardo. Siamo in ritardo, e quindi un po’ noiosi, perché dobbiamo (appunto noiosamente) ripetere “siamo in ritardo”. Ritardatari e noiosi, un’accoppiata niente male, per iniziare una newsletter. D’accordo, d’accordo: non è che abbiamo firmato un contratto con qualcuno (se non con il nostro amor proprio) per sacramentare il giorno di uscita di RM: sono vent’anni che ci proponiamo di uscire nell’ormai mitico e leggendario “primo giorno lavorativo del mese”, e invece eccoci qua, nella notte cavallo tra il 20 e il 21 Aprile, con RM231 ancora legato al guinzaglio, ma in fondo, cosa mai può cambiare? La matematica non invecchia, i giochi matematici neppure, per non parlare poi del fatto che né l’una né gli altri hanno certo bisogno della nostra puntualità.

Però qualcosa, cambia, è inutile far finta di niente. Volete degli esempi?

Ebbene, se anziché nella notte tra il 20 e il 21 queste note fossero state scritte in quella (canonica) tra il 31 marzo e il 1° Aprile, come minimo avremmo potuto tirarvi uno scherzo, un tradizionale Pesce d’Aprile. Oppure, ancora più tradizionalmente, augurarvi di rimpinzarvi di uova di cioccolato e colombe dolci tracimanti canditi, e magari raccontarvi qualcosa sull’algoritmo che serve a calcolare la data della Pasqua. E questo è ancora niente; restando nel campo degli auguri, avremmo potuto suonare trombe, pifferi e tamburi per osannare il genetliaco della nostra Alice, che proprio nei primi giorni del mese compie gli anni. Invece, per colpa del ritardo, niente. Rien de rien, nothing, nada… solo una lunga pletora di alfa privative.

Altro? Certo ce c’è altro: lo abbiamo appena accennato altrove, ma meritava d’essere assai meglio ricordata la grande celebrazione dell’EGMO, European Girls’ Mathematical Olympiad, che in quel dell’augusta Fiorenza si sono tenute tra il 9 e il 15 del mese cantato da T.S. Eliot. Settima edizione, per la prima volta ospitate da una città italiana: chissà quando ricapiterà… e noi niente, silenti e muti, perché eravamo in ritardo.

Il bello  è che tutto questo capita proprio nel mese dedicato alla “Consapevolezza Matematica”, come ci ha – puntualissimamente – ricordato il Carnevale della Matematica ospitato stavolta da MaddMaths!. Noi siamo così abituati a ritardi misurabili in un numero plurale di settimane che il vero obiettivo che cerchiamo di mantenere (obiettivo minimo) è quello di uscire almeno un giorno prima del quattordicesimo del mese, quando il CdM ineluttabilmente si libra per l’italica rete.  E così ha fatto anche stavolta, il desso: e portava con sé anche il link a RM231 così tardivamente presentato da questa lettera: link che finora è rimasto spento e muto. Colpa del ritardo. 

Basta? No che non basta. Non succede mica tutto nei primi giorni del mese… ci sono cose notevoli che popolano anche le ultime settimane. Tanto per dire, sapete cosa succede nella mobile e nobile data individuata dalla formula “penultimo martedì del mese”? Si tengono i MathsJam, ecco cosa succede. Per dirla in due parole, un Mathsjam è una riunione di persone a cui piace risolvere giochi matematici. Si riuniscono generalmente in un locale (pub, birreria, caffè, quel che sia) in due, otto, tredici, cinque, ventotto persone, quante sono, e risolvono i problemi del “MathsJam Shout”, un foglietto che qualche organizzatore ha precedentemente preparato. Solo che tutto questo succede contemporaneamente in un sacco di città, per la maggior parte inglesi. Ecco, in quest’Aprile sono successe due cose abbastanza memorabili: la prima, è che il “MathsJam Shout” era tutto basato su problemi presi da Rudi Mathematici.  La seconda, che per la prima volta è stato organizzato un Mathsjam anche a Torino (https://www.mathsjam.com/cities/turin/), raddoppiando così le città italiane rappresentate e facendo compagnia a Pisa, finora sede italiana negletta e solitaria. Ah, beh, sì… martedì scorso al primo MathsJam torinese c’erano anche due Rudi su tre, ma questo non fa notizia: si vedeva lontano un miglio che erano i peggiori solutori del mucchio. Beh, abbiamo fatto forse in tempo a dire qualcosa di tutto questo? Questo che peraltro è avvenuto non il primo del mese, ma bensì al diciassettesimo? 

No. Perché eravamo in ritardo.

Così, ci perdonerete se stavolta partiamo un po’ in anticipo, e vi annunciamo un evento di Maggio, anche se questa è ancora una notte d’Aprile: oddio, potrebbe bastare rimandarvi al link del Carnevale della Matematica citato sopra, quello di questo mese; oppure esortarvi a cliccare direttamente su questo: http://maddmaths.simai.eu/archimede/carnevale-napoli/, perché non è mica una cosa che capita tutti i giorni. Il “Carnevale della Matematica dal vivo” si terrà il 19 e 19 maggio a Napoli. Due giorni pieni zeppi di gente che parla di (e gioca con la) matematica. Gli ottimisti dicono perfino che sarebbe meglio prenotare, anche se tutti gli eventi della manifestazione sono gratuiti… ma non disperate: se tutte le migliori conferenze saranno già piene, potrete sempre ripiegare sulla nostra, che prevediamo quieta, serena e poco affollata. Ah, già che ci siete: oltre a guardare date, ore, titoli degli eventi e tecniche di prenotazione, scaricate anche il poster che ha disegnato Tuono Pettinato, e appendetelo in ogni dove.

Quindi, vedete bene che i ritardi riescono facilmente a fare danni, talvolta. Per punizione, non vi diremo granché del numero della nostra e-zine che trovate a disposizione nei link in testa. Non ci facciamo pubblicità, per una volta: se proprio volete leggere RM231 andate a sfogliarlo alla cieca, senza trailer.

Anche perché ormai è notte fonda, e le parole di notte servono a poco. E se amate la matematica, continuerete a farlo, qualunque cosa noi si dica. Perché - ci avete fatto caso? - non è vero quel che le canzoni  dicono sull’innamoramento e sull’amore: quasi sempre raccontano che ci si innamora senza ragione, per destino, travolti dall’irrazionale sentimento che acceca. Beh, non è vero niente. Fateci caso: ci si innamora sempre per delle ragioni, per quanto diverse e variate possano essere. Perché la persona amata è bella, o dolce, o canta bene, o offre serenità, o racconta barzellette, o ha un bellissimo neo sul lobo dell’orecchio sinistro. Non è importante “quale” sia la ragione che fa innamorare, ma la ragione c’è sempre. L’innamoramento ha sempre un perché; l’amore, invece, ne fa tranquillamente a meno. Perché anche quando (e se) l’innamoramento passa, anche quando (e se) il senso di nuovo, l’entusiasmo delle passioni travolgenti pian piano si cheta, se dopo tutto questo l’amore continua e resite, allora diventa evidente che non c’è proprio bisogno di ragione alcuna, per amare. Si ama la persona amata, i figli, il lavoro, il gioco, la vita, la pallavolo o la pasta al gratin o il cane, non importa cosa; ma lo si fa perché ormai non se può più fare a meno, perché l’amore è un tatuaggio indelebile sulla pelle dell’anima.

Quindi, se amate la matematica, continuerete ad amarla, sempre. Anche senza (o, per meglio dire, nonostante) le sciocchezze che vi arrivano via mail in una notte fonda e scura di mezza primavera.

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